Il giocattolo povero
di Damiano Gonnelli

Un mondo ricco e abbondante non è necessariamente un buon ambiente per un bambino. Quando Depero e Balla composero il manifesto per la Ricostruzione Futurista dell' Universo, pensarono al giocattolo e all'attività ludica come alla sintesi di tutte le qualità del buon futurista. Oggi la pedagogia muove da Piaget che negli anni sessanta teorizzò la formazione del pensiero e successivamente delle operazioni logiche. Piaget è stato, nella pedagogia il capostipite di una generazione di studiosi, come Freud lo è stato nella psicanalisi. I designers attuali puntano alla realizzazione di un giocattolo che sia giusto per l'età del bambino specialmente dedicato alla fascia d'età in cui il bambino non ha ancora elaborato il concetto di reversibilità, fino ai sette anni e quindi creano giocattoli che li possano stupire. Ma come si meravigliavano i bambini di ieri? Probabilmente giocavano con quello che i genitori davano loro, un rocchetto di filo terminato, oppure con quello che trovavano per strada; è possibile che i giocattoli acquistassero un valore affettivo più alto e che rimanessero testimonianza di una vita (un po' come accade nel ' Favoloso mondo di Amelie' nel quale il ritrovamento dei giocattoli di un bambino le cambia l'esistenza).Oggi siamo avantaggiati rispetto alle generazioni passate, siamo più consapevoli, sappiamo che molti giocattoli sia di legno che di plastica, vengono prodotti dalle multinazionali nei paesi dell'estremo oriente e che il giocattolo italiano è quasi scomparso se si eccettuano poche eccezioni. La catena di negozi specializzati 'La città del Sole' può essere una valida alternativa, come è abbastanza usuale trovare manuali sulla costruzione di giocattoli ed oggi un genitore, con un minimo di attrezzatura e del tempo, può costruire degli originali strumenti per crescere suo figlio. Io mi sono voluto occupare dei giochi di una volta, ed ho individuato 10 giocattoli:

IL CARRETTO

L'idea di trasportare e di essere trasportati nasce spontanea in ogni bambino. Per realizzarla è naturale ricorrere a qualcosa di simile ai mezzi usati dagli adulti. Soprattutto dopo la guerra, i ragazzi potevano facilmente accedere a "scarti" pregiati come i cuscinetti a sfera.Materiale di risulta tecnologicamente più ricco e disponibilità di percorsi asfaltati non eccessivamente frequentati da automobili trasformarono il carro precedente in un mezzo più veloce, presente in ogni cortile.

LA TROTTOLA

Quante erano le trottole? Chi può dirlo.Ogni paese, zona o regione aveva le sue trottole, trottole con la carica, trottole con il moto mantenuto da una frustata...

IL SACCO

Era una comune "balla" di juta che veniva utilizzata un po' come le nostre sporte in plastica, per tutte le evenienze, soprattutto dai contadini, che potevano raccogliere chili e chili di olive da portare dal campo al deposito e infine al frantoio. Quasi tutti i paesi, in toscana, sono suddivisi in contrade e in occasione delle fiere del bestiame, venivano (e vengono) organizzate vere e propri giochi: uno era la "corsa dei sacchi" in cui grandi e piccini si sfidavano all'ultimo fiato.

LA PALLA A ELASTICO

Era formata da una palla in stoffa su cui veniva cucito un comune elastico. Questo giocattolo era quindi simile a quello cinese posto sotto sequestro preventivo perché accusato di aver strangolato un bambino tedesco. Le differenze tra la vecchia palla e quella cinese sono sostanzialmente due: la palla era di stoffa e al massimo, l'interno era di carta e non aveva nessun liquido come invece quella di oggi. L'elastico era semplice, e se si staccava dalla pallina bastavano due colpi d'ago per riattacarlo! E questo, difetto, malgrado tutto era anche una "sicurezza" per non provocare nessun male al bambino

!IL CAVALLO A DONDOLO

Molti bambini, si sono dondolati sul cavallo a dondolo, spesso era di legno, colorato e decorato opportunamente.

IL CIRIBE'

Il ciribè o la lippa era un gioco praticato fuori nei campi o nei cortili: si prendeva un bastone di legno o il manico di una scopa se ne tagliava un pezzo di 15 centimetri e si appuntiva da tutte e due le parti, se ne prendeva un altro pezzo di 40 centimetri ed era la mazza. Le squadre erano formate da due giocatori. Al grido : " Ciri ". L'altro faceva " Bè " ed era come se il primo giocatore avesse il via per colpire con forza e decisione la lippa che era stata opportunamente collocata sopra un sasso piatto. Mentre la lippa roteava in aria su se stessa, il secondo giocatore la doveva colpire un'altra volta cercando di scagliarla il più lontano possibile. Vinceva la squadra che aveva lanciato più lontano. Si dice che da qui sia stato originato il baseball ma, si sa, che ad ogni latitudine l'uomo si è sempre ingegnato per passare felicemente il tempo...

IL FILOBUS

Altro esempio di semplice ingegneria applicata alla locomozione: materiale povero e del tutto naturale, per costruire una "macchina" che si muove da sola. La chiameremo "filobus" per via del lungo filo collegato all'asta . In realtà la consuetudine di costruire questo tipo di mezzi è probabilmente precedente all'introduzione di quel veicolo nelle nostre città e, forse, l'idea è nata più per il gusto della sperimentazione meccanica che non per imitazione. Non è poi detto che la sua origine sia tutta cittadina. Quanta ricchezza di invenzione e quanta fantasia racchiuda questo piccolo oggetto lo si può misurare nell'effetto di autentica meraviglia che immancabilmente si produce in chi assista a un collaudo o partecipi alla sua costruzione.

IL MONOPATTINO

La costruzione era simile a quella del carretto, potevano essere applicati dei cuscinetti a dei mozzi, poi c'era una tavoletta di legno alla quale era collegato un bastone che funzionava da appoggio.

IL CERCHIO

Questo giocattolo è molto antico, è vero che la bicicletta per molti, nei tempi passati era un miraggio, ma poteva accadere di trovare un vecchio cerchio e con una stecchina cimentarsi a fare " girare " il cerchio.

I TAPPI DELLE BOTTIGLIE

I tappi a corona delle bibite potevano ospitare i ritratti dei campioni di ciclismo tratti dalle citate figurine ed erano usati come segnalini in gare su complicati percorsi disegnati con il gesso lungo i marciapiedi e all'interno dei cortili.Il colpo assestato per far procedere il "corridore" si chiamava cricco e il gioco procedeva secondo una successione prestabilita. Ovviamente vinceva chi tagliava per primo il traguardo.

LE BAMBOLE

Quante bambine si facevano costruire le bambole dalle loro mamme? Le bambole casalinghe erano formate da una testa fatta di " cenci " sulla quale veniva legato un pezzettino di stoffa più bellino et voilà ecco fatta la bambola.

Per tantissimi anni ho fatto l’insegnante elementare, nel mio lavoro ho avuto la necessità, l’opportunità, la fortuna di occuparmi di centinaia, centinaia di bambine, bambini, ognuno con la sua individualità, la sua storia.

Li ricordo quasi tutti, molti sono adulti, con i loro nomi e cognomi, i loro volti sono incisi nella mia memoria e nel mio muscolo cardiaco.

Li accompagnavo dalla prima alla quinta

Ma quelli che ricordo in modo indelebile, nei particolari, nei vissuti, episodi, fatti, sono i bambini “difficili”, quelli che all’inizio mi hanno messo alla prova, mi hanno fatto sudare, arrancare, mi hanno messo alle strette, talvolta alla corda, mi hanno depistata…

Tra questi Alessandro, un bambino autistico; Anna