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| La casa olistica | |||||||
| di Arcangelo Di Donato | |||||||
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Dopo
un’improbabile Casa Umorale (www.tabularasadesign.it/Articoli/2003/0/lacasaumorale/la
casa umorale.htm) proseguiamo il viaggio nelle architetture
dell’anima affrontando l’ipotesi della casa
olistica. In questa prima parte ci avventuriamo nel principio olistico. Tutto
l’olismo in tre mosse
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Risvolti
olistici Il
pensiero olistico per definizione rivolge la sua attenzione verso la
totalità (dal greco òlos: tutto,insieme). Questa visione d’insieme è
propria delle culture primitive e delle filosofie orientali, ma sta
riscuotendo un rinnovato interesse in tutto l’occidente per i risvolti
politici, culturali ed ecologici (http://www.globalvillage-it.com/enciclopedia/home.htm).
I risvolti politici derivano dal considerare l’umanità un unico
organismo vivente. La disputa è aperta se questa considerazione porti
alla fratellanza in nome dell’unica identità che ci accomuna
oppure l’olismo si risolve nell’utopismo e, secondo Popper, proprio
per il suo impianto “organicista”, nel totalitarismo (http://www.scuolainsieme.it/S_Insieme.nsf/0/68664ee2733c74bac12567150055da4e?OpenDocument).Più
in generale l’olismo si inserisce in quell’atmosfera di religione
secolarizzata che si diffonde dagli anni ’70 sotto il nome di New Age. Probabilmente
le implicazioni più interessanti dell’olismo si hanno nell’ecologia,
con l’ ipotesi Gaia di cui
parleremo più avanti. L’olismo
contro il metodo scientifico Una visione olistica è sempre esistita, solo che magari non si chiamava così, anzi non si chiamava affatto, poiché non c’ era nulla a cui contrapporla. Solo con l’avvento dell’Illuminismo si è affermato il suo avversario: il principio della specializzazione. La visione di insieme è stata allora abbandonata quando ci si è accorti che non portava benefici tangibili mentre il metodo sperimentale portava benessere materiale (per la fortuna dell’Occidente). C’è stata un’età di mezzo, tra il 1500 e il 1600, in cui si è affermato il metodo scientifico in un ambiente culturale pervaso da una visione olistica che riconduceva ogni forma materiale e immateriale alla totalità per definizione: Dio. |
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Le implicazioni della visione scientifica combinata con l’idea di un unico progetto divino aveva implicazioni affascinanti. Una di queste fascinazioni mi ha ispirato un’esperienza personale: Kepler Music.
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L’armonia
delle sfere Kepler Music nasce dalla ricerca svolta da Anna Lombardi (Keplero, Le Scienze,2000) sull’ Harmonice Mundi (1618) di Johannes Kepler. Il questo libro vengono presentate le velocità angolari dei pianeti in relazione alle distanze armoniche. Con questo metodo si ricavano dei suoni che i pianeti realizzano nel loro percorso. Keplero notò con sorpresa e conforto religioso la particolare consonanza che si crea tra la velocità massima e minima dei pianeti contigui (fatta eccezione tra Marte e Giove per probabili contrasti astrologici). È possibile un assaggio di ascolto delle mie elaborazioni armoniche sul principio kepleriano su http://www.arcadido.com/musica/musica.htm
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In definitiva Keplero constatò
l’esistenza di un principio armonico nel moto delle sfere celesti, lo
stesso che si usa in musica per ottenere accordi consonanti: questo non era
un caso, era l’unità delle cose nelle mani di Dio. Keplero non dubitava
di questa unità, e nessuno si sorprendeva che lo scienziato facesse anche
oroscopi : ve lo immaginate oggi che credibilità in campo scientifico
potrebbe avere un Carlo Rubbia se facesse pure i tarocchi? |
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L’ipotesi
Gaia Gaia, la Madre Terra degli antichi Egizi, è il nome che ha attribuito James Lovelock al nostro pianeta. L’idea di base che lo scienziato ha portato avanti dagli anni ’70 è che Gaia sia un organismo vivente e come tale in grado di autoregolarsi(http://luciopesce.interfree.it/zoologia/gaia.html). In quel clima culturale si è sviluppata la Geobiologia (studio dei fenomeni geologici considerando il pianeta come essere vivente) e la Geopatologia (studio delle malattie generate da situazioni geologiche)(http://www.bngitalia.it/geobiologia/bioenergetica/luogo.htm). Con diversi metodi, scientificamente accettati e non, queste discipline individuano dei punti energetici,come fa l’agopuntura, per prevenire o curare disturbi legati all’ambiente e per favorire l’equilibro dell’intervento umano sulla natura. Le ricerche geoenergetiche hanno trovato nella casa il loro luogo di incontro naturale insieme alla bioarchitettura, alle antiche tradizioni del costruire occidentali ma soprattutto, per il fascino dell’esotico, orientali (Vastu, Feng Shui). Dei principi costruttivi che legano la casa alla Terra e all’Universo parleremo nella seconda parte. e.mail:arcadido@arcadido.com web site: www.arcadido.com
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