La casa olistica 
di Arcangelo Di Donato

Dopo un’improbabile Casa Umorale (www.tabularasadesign.it/Articoli/2003/0/lacasaumorale/la casa umorale.htm) proseguiamo il viaggio nelle architetture dell’anima affrontando l’ipotesi della casa olistica. In questa prima parte ci avventuriamo nel principio olistico.

Tutto l’olismo in tre mosse

  1. Un organismo è sempre qualcosa in più della semplice somma delle sue parti .(U. Nicola, Atlante illustrato di filosofia,1999)

  2. Gli oggetti materiali non solo determinano la struttura dello spazio circostante, ma a loro volta sono influenzati in modo sostanziale dall’ambiente. (F. Capra, il Tao della fisica, 1975)

  3. È  come cavalcare il bue in cerca del bue.(Maestro Zen Pochang)

 

Dio architetto dell’ Universo in una miniatura francese della metà del XIII secolo. La visione olistica occidentale parte dalla constatazione di un Ordine Soprannaturale che domina la materia.

Il mistico inglese Robert Fludd nel suo “Utriusque Cosmi” (1617) immagina il sistema solare sotto forma di un gigantesco monocordo accordato dalla mano di Dio.

 

Risvolti olistici

Il pensiero olistico per definizione rivolge la sua attenzione verso la totalità (dal greco òlos: tutto,insieme). Questa visione d’insieme è propria delle culture primitive e delle filosofie orientali, ma sta riscuotendo un rinnovato interesse in tutto l’occidente per i risvolti politici, culturali ed ecologici (http://www.globalvillage-it.com/enciclopedia/home.htm). I risvolti politici derivano dal considerare l’umanità un unico organismo vivente. La disputa è aperta se questa considerazione porti alla fratellanza in nome dell’unica identità che ci accomuna  oppure l’olismo si risolve nell’utopismo e, secondo Popper, proprio per il suo impianto “organicista”, nel totalitarismo (http://www.scuolainsieme.it/S_Insieme.nsf/0/68664ee2733c74bac12567150055da4e?OpenDocument).Più in generale l’olismo si inserisce in quell’atmosfera di religione secolarizzata che si diffonde dagli anni ’70 sotto il nome di New Age. Probabilmente le implicazioni più interessanti dell’olismo si hanno nell’ecologia, con l’ ipotesi Gaia di cui parleremo più avanti.

L’olismo contro il metodo scientifico

  Una visione olistica  è sempre esistita, solo che magari non si chiamava così, anzi non si chiamava affatto, poiché non c’ era nulla a cui contrapporla. Solo con l’avvento dell’Illuminismo si è affermato il suo avversario: il principio della specializzazione. La visione di insieme è stata allora abbandonata quando ci si è accorti che non portava benefici tangibili mentre il metodo sperimentale portava benessere materiale  (per la fortuna dell’Occidente).

C’è stata un’età di mezzo, tra il 1500 e il 1600, in cui si è affermato il metodo scientifico in un ambiente culturale pervaso da una visione olistica che riconduceva ogni forma materiale e immateriale alla totalità per definizione: Dio.

Le implicazioni della visione scientifica combinata con l’idea di un unico progetto divino aveva implicazioni affascinanti. Una di queste fascinazioni mi ha ispirato un’esperienza personale: Kepler Music.

 

L’armonia delle sfere

Kepler Music nasce dalla ricerca svolta da Anna Lombardi (Keplero, Le Scienze,2000) sull’ Harmonice Mundi (1618) di Johannes Kepler. Il questo libro vengono presentate le velocità angolari dei pianeti in relazione alle distanze armoniche. Con questo metodo si ricavano dei suoni che i pianeti realizzano nel loro percorso. Keplero notò con sorpresa e conforto religioso la particolare consonanza che si crea tra la velocità massima e minima dei pianeti contigui (fatta eccezione tra Marte e Giove per probabili contrasti astrologici). È possibile un assaggio di ascolto delle mie elaborazioni armoniche sul principio kepleriano su http://www.arcadido.com/musica/musica.htm

 

 

Accordi costruiti da Keplero sulle note associate ai pianeti.
In definitiva Keplero constatò l’esistenza di un principio armonico nel moto delle sfere celesti, lo stesso che si usa in musica per ottenere accordi consonanti: questo non era un caso, era l’unità delle cose nelle mani di Dio. Keplero non dubitava di questa unità, e nessuno si sorprendeva che lo scienziato facesse anche oroscopi : ve lo immaginate oggi che credibilità in campo scientifico potrebbe avere un Carlo Rubbia se facesse pure i tarocchi?
La partitura di Kepler Music
La massoneria sublima l’ Ars aedificatoria a metafora ermetica. In questa immagine vengono presentati i simboli dell’architettura in armonia con con la natura e l’universo.

 

L’ipotesi Gaia

Gaia, la Madre Terra degli antichi Egizi, è il nome che ha attribuito James Lovelock al nostro pianeta. L’idea di base che lo scienziato ha portato avanti dagli anni ’70 è che Gaia sia un organismo vivente e come tale in grado di autoregolarsi(http://luciopesce.interfree.it/zoologia/gaia.html). In quel clima culturale si è sviluppata la Geobiologia (studio dei fenomeni geologici considerando il pianeta come essere vivente) e la Geopatologia (studio delle malattie generate da situazioni geologiche)(http://www.bngitalia.it/geobiologia/bioenergetica/luogo.htm).

Con diversi metodi, scientificamente accettati e non, queste discipline individuano dei punti energetici,come fa l’agopuntura, per prevenire o curare disturbi legati all’ambiente e per favorire l’equilibro dell’intervento umano sulla natura. Le ricerche geoenergetiche hanno trovato nella casa il loro luogo di incontro naturale insieme alla bioarchitettura, alle antiche tradizioni del costruire occidentali ma soprattutto, per il fascino dell’esotico, orientali (Vastu, Feng Shui).

Dei principi costruttivi che legano la casa alla Terra e all’Universo parleremo nella seconda parte.

Arcangelo Di Donato

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