 |
Alle
mostre d’arte contemporanea visitate abbiamo raccolto molte
"testimonianze": non si tratta del poster, del gadget o del
catalogo. Sono messaggi e immagini d'arte contemporanea trasmessi tramite
un oggetto comune : la T-shirt. Quest’ indumento che nasce
dall'abbigliamento intimo ed è diventato l'oggetto più comune della moda
da circa 30 anni; rievoca desiderio di libertà e freschezza; a volte si
esibisce con fierezza e a volte si nasconde; essa è veicolo di messaggi
sociali, politici e culturali; è il foglio bianco su cui molti si sono
ritrovati a creare; è mezzo pubblicitario; è contemporaneamente simbolo
di seduzione o indumento da lavoro. Ed è proprio anche su questo oggetto
comune che moltissimi artisti hanno (e continuano) a esprimere la loro
arte. Le T-shirt sono diventate testimonianza di eventi ; quasi opere
d'arte che con semplicità ognuno può indossare e sentire proprie. Si
tratta di qualcosa che fa provare "sulla pelle" il ricordo di
emozioni vissute in occasione di una manifestazione artistica .Una specie
di body-art : una seconda pelle che consente di farsi espositori di un
segno artistico, di un messaggio culturale che viene divulgato con
immediatezza. Indossare la T- shirt con l' intervento di un artista,
libera dalla soggezione verso quella parte dell'arte contemporanea che è
dentro ad ognuno, ma che spesso viene rinnegata per timore di potersi far
classificare tra i diversi che la assecondano. La T-shirt diventa la
dimostrazione dell' esserci stato, di aver visto: successivamente una
dichiarazione della propria identità e scelta culturale. Quale mezzo più
efficace per divulgare? Musei e Mostre internazionali, Fondazioni,
Associazioni, Gallerie ma anche singoli artisti sono produttori di T-shirt
che trovano notevole riscontro e interesse da molto tempo, ovunque. La
collezione né conta tante: a partire da Duchamp fino a Takashi Murakami;
dall' Arte Povera fino alle manifestazioni provocanti delle saghe
mitologiche dei “Cremaster” di Matthew Barney. Dalla Pop-Art di Andy
Wahrol alle espressioni basate sul messaggio delle artiste americane degli
anni '80 come Jenny Holzer o Barbara Kruger. Il grafitismo di Keith Haring
.Ma anche Mike Kelley, che libera il bambino che è nascosto in ciascuno
di noi; Michelangelo Pistoletto.. e poi Sol Le Witt e Richard Serra che
con il loro minimalismo tutto riducono all'essenzialità e al puramente
astratto, oggettivo e anonimo. E' un percorso culturale che diventa quasi
una rassegna artistica.
|
|