La T-shirt
di Barbara Mazzoccato

Alle mostre d’arte contemporanea visitate abbiamo raccolto molte "testimonianze": non si tratta del poster, del gadget o del catalogo. Sono messaggi e immagini d'arte contemporanea trasmessi tramite un oggetto comune : la T-shirt. Quest’ indumento che nasce dall'abbigliamento intimo ed è diventato l'oggetto più comune della moda da circa 30 anni; rievoca desiderio di libertà e freschezza; a volte si esibisce con fierezza e a volte si nasconde; essa è veicolo di messaggi sociali, politici e culturali; è il foglio bianco su cui molti si sono ritrovati a creare; è mezzo pubblicitario; è contemporaneamente simbolo di seduzione o indumento da lavoro. Ed è proprio anche su questo oggetto comune che moltissimi artisti hanno (e continuano) a esprimere la loro arte. Le T-shirt sono diventate testimonianza di eventi ; quasi opere d'arte che con semplicità ognuno può indossare e sentire proprie. Si tratta di qualcosa che fa provare "sulla pelle" il ricordo di emozioni vissute in occasione di una manifestazione artistica .Una specie di body-art : una seconda pelle che consente di farsi espositori di un segno artistico, di un messaggio culturale che viene divulgato con immediatezza. Indossare la T- shirt con l' intervento di un artista, libera dalla soggezione verso quella parte dell'arte contemporanea che è dentro ad ognuno, ma che spesso viene rinnegata per timore di potersi far classificare tra i diversi che la assecondano. La T-shirt diventa la dimostrazione dell' esserci stato, di aver visto: successivamente una dichiarazione della propria identità e scelta culturale. Quale mezzo più efficace per divulgare? Musei e Mostre internazionali, Fondazioni, Associazioni, Gallerie ma anche singoli artisti sono produttori di T-shirt che trovano notevole riscontro e interesse da molto tempo, ovunque. La collezione né conta tante: a partire da Duchamp fino a Takashi Murakami; dall' Arte Povera fino alle manifestazioni provocanti delle saghe mitologiche dei “Cremaster” di Matthew Barney. Dalla Pop-Art di Andy Wahrol alle espressioni basate sul messaggio delle artiste americane degli anni '80 come Jenny Holzer o Barbara Kruger. Il grafitismo di Keith Haring .Ma anche Mike Kelley, che libera il bambino che è nascosto in ciascuno di noi; Michelangelo Pistoletto.. e poi Sol Le Witt e Richard Serra che con il loro minimalismo tutto riducono all'essenzialità e al puramente astratto, oggettivo e anonimo. E' un percorso culturale che diventa quasi una rassegna artistica.